Dopo lo psicodramma del volo cancellato-ma-non-cancellato (se ve lo siete perso, qui il link), è arrivato il momento di parlare seriamente della nostra prima tappa: Leh, capitale del Ladakh.
O meglio, di parlarne come lo farebbe qualcuno che ha passato gli ultimi mesi a studiare questa destinazione con la stessa intensità con cui si prepara un esame universitario che hai già rimandato tre volte.
Perché sì, Leh è bellissima, è affascinante, è mistica. Ma è anche a 3.500 metri di altitudine.
E no, non è come andare in montagna a Biella.
Dove Diavolo È Questo Posto?
Leh si trova nell’estremo nord dell’India, nel Ladakh, che tecnicamente è un territorio indiano ma spiritualmente (e geograficamente) è molto più vicino al Tibet. Non a caso lo chiamano “Piccolo Tibet”.
Per farvi capire: siamo incastrati tra due catene montuose che non scherzano. A nord il Karakorum, a sud l’Himalaya.
In mezzo, noi col nostro tuk-tuk.
La città sorge in una piccola valle lungo il fiume Indo (sì, quel fiume che avete studiato alle medie e che pensavate fosse solo in Pakistan). È un deserto di montagna: altitudine pazzesca, temperature che oscillano come l’umore di un gatto rosso, e un paesaggio che sembra la luna ma con i monasteri buddisti.

Come Si Arriva (Senza Perdere la Testa o il Volo)
Esistono fondamentalmente tre modi per arrivare a Leh:
1. In Aereo (Il Nostro Piano)
L’opzione più veloce ma anche quella che ti fa fare un salto di quota da far invidia a un astronauta.
Delhi → Leh: circa 1 ora e mezza di volo. Ma attenzione: si passa da circa 200 metri s.l.m. di Delhi a 3.500 metri di Leh in un battito di ciglia. Il nostro corpo farà finta di niente, ma ci maledirà per i due giorni a venire.
I voli sono operati da compagnie come Air India, IndiGo e SpiceJet. Partono regolarmente da giugno a settembre, poi in inverno diventano un po’ più… diciamo “aleatori” (neve, clima, umore del pilota).
- Pro: Veloce, panorama spettacolare dal finestrino.
- Contro: Lo sbalzo di quota
Il primo giorno a Leh consigliano riposo assoluto.
ASSOLUTO. Tipo: non alzarti nemmeno per prendere un chai (e chi se lo perde…).
2. Via Terra da Manali
La leggendaria Leh-Manali Highway (NH3): 474 km di strada, alcuni passi oltre i 5.000 metri, paesaggi mozzafiato (letteralmente: ti manca il fiato per l’altitudine).
- Pro: Acclimatamento graduale, paesaggi da urlo, senso di avventura estrema.
- Contro: La strada è aperta solo da maggio/giugno a ottobre/novembre. Richiede tempo (2-3 giorni), una buona dose di coraggio, e uno stomaco di ferro per i tornanti infiniti.
Questa è la strada che forse percorreremo al contrario col Tuk-Tuk, percorrerla due volte sembrava troppo
3. Via Terra da Srinagar
La Leh-Srinagar Highway (NH1): 440 km, un po’ meno accidentata della Manali ma comunque… è l’Himalaya, oltretutto in una zona per la quale occorrerà verificare eventuali tensioni .
- Pro: Più fattibile della Manali, passi attraverso il magnifico monastero di Lamayuru.
- Contro: Stessa storia: aperta da aprile a novembre, serve tempo e preparazione.
L’Acclimatamento: Ovvero, Come Non Morire il Primo Giorno
Parliamoci chiaro: l’altitudine a Leh non è uno scherzo.
Delhi è a 200 metri s.l.m., Leh a 3.500. Arrivando in aereo, è quasi come un teletrasporto, il corpo si stacca un attimo dall’anima, ti guarda dal di fuori e ti chiede se stai facendo sul serio.
Cos’è Questo Benedetto Mal di Montagna?
Colpisce sopra i 2.500 metri quando sali troppo velocemente.
Sintomi classici:
- Mal di testa (tipo martello pneumatico)
- Nausea (a volte)
- Stanchezza (ti stanchi ad alzare la tazza del chai)
- Disturbi del sonno
- Vertigini
Sintomi gravi (lasciamo stare, stiamo sul basic):
Le Regole d’Oro (Che Seguiremo… Forse)
- Primo giorno: RIPOSO ASSOLUTO Le hostess sull’aereo te lo dicono, le guide te lo ripetono, gli abitanti locali te lo consigliano. Significa: hotel, letto, riposo. Zero passeggiate “tanto è solo un giretto”.
- Bere come se non ci fosse un domani Non alcol (quello è vietatissimo!), ma acqua. Litri di acqua. L’aria è secca, ti disidrati senza accorgertene. Un po’ di chai è concesso.
- Niente alcol, niente fumo L’alcol disidrata e fa dilatare i vasi sanguigni. Il fumo non è un problema, visto che non fumiamo, al limite limiteremo l’uso del cervello, l’unico in grado di fumare per davvero.
- Ascolta il tuo corpo Se stai male, dillo. Se stai molto male, scendi di quota. Se non puoi scendere di quota ci sono dei medicinali, ma in genere non ci si arriva. Infine… c’è sempre una preghiera a Ganesha.
Il Nostro Piano (Teorico)
Noi arriveremo il 30 agosto. Il piano è:
- Giorno 1: Atterraggio a Leh, transfer in hotel, riposo. Facciamo qualsiasi cosa che NON comporti troppo movimento, tipo una mezza maratona o una dieci chilometri a palla e mezz’oretta di palestra.
- Giorno 2: Prove di TukTuk, familiarizzeremo col nostro nuovo mezzo, che nel frattempo sarà decorato e pronto per essere battezzato. Foto, conosceremo i compagni di avventure, ovvero gli altri matti con i quali ci ritroveremo a Jaisalmer e magari qualcuno che sceglierà la nostra stessa strada. Serata di festa e poi a nanna.
- Giorno 3: Come il giorno 2. Ripasso, ultimi preparativi, visita della città e rifornimenti vari. Foto di rito e poi a nanna: domani si parte.
Poi vediamo. Se uno di noi due inizia a vedere volare gli yak rosa avremo un problema.
Cosa Vedere a Leh (Quando Saremo Acclimatati)
Le foto ovviamente al momento non son le nostre, ma integreremo non appena possibile.
Il Palazzo di Leh
Un palazzo a nove piani che sembra una versione mini del Potala di Lhasa. Costruito nel XVII secolo dal re Sengge Namgyal, fu residenza reale fino al 1846.
Oggi è un po’ decadente (per usare un eufemismo), ma il fascino c’è tutto. E dalla cima, la vista su Leh e le montagne è da togliere il fiato (se mai ce ne fosse bisogno).
La Shanti Stupa
Uno stupa bianco costruito negli anni ’80 da monaci buddisti giapponesi e dall’esercito indiano. Si raggiunge con 555 gradini (qualcuno li ha contati) o in auto, ma poi ti perdi la soddisfazione di dire “li ho fatti tutti” e di goderti il mal di testa.
Vista panoramica spettacolare su Leh, montagne, valle. E se avremo ancora energie, è perfetta per meditare sulla pace (Shanti = pace) e sul perché abbiamo deciso di venire a 3.500 metri.
Il Quartiere Tibetano
Dopo che la Cina ha invaso il Tibet negli anni ’50, migliaia di tibetani si sono rifugiati in India, molti proprio a Leh.
Nel quartiere dei rifugiati si trovano mercati artigianali, campane tibetane (e ne prenderò una), braccialetti, mala come se non ci fosse un domani, e tanta cultura autentica. È un luogo toccante e affascinante.
I Monasteri nei Dintorni
Leh è circondata da monasteri buddisti che sembrano aggrappati alle montagne con la forza di volontà.
- Thiksey Gompa (20 km da Leh): Su una collina a 3.600 metri, viene chiamato “Piccolo Potala”. Ha una statua di Buddha di 15 metri su due piani. Ospita oltre 60 monaci e puoi assistere alle cerimonie religiose.
- Hemis Gompa (45 km da Leh): Il più grande e importante monastero del Ladakh. Qui a fine giugno si tiene l’Hemis Festival, con danze in maschera e folla entusiasta.
- Diskit (nella Valle di Nubra): Uno dei monasteri più antichi, con una statua gigante di Buddha Maitreya che domina la valle.
Il Lago Pangong
A 4.350 metri, lungo 134 km (di cui il 60% in Cina, il resto in India). Colori assurdi che cambiano durante il giorno, dal blu turchese al verde smeraldo. Ci vogliono circa 5-6 ore da Leh, ma dicono che ne valga la pena. Non penso che ci andremo, almeno in questo viaggio, ma valeva la pena citarlo.
La Valle di Nubra
A 150 km da Leh, attraverso il passo Khardung La (5.360 metri, uno dei più alti passi carrabili al mondo).
Qui trovi dune di sabbia in mezzo all’Himalaya, monasteri, e i famosi cammelli a due gobbe (cammelli di Battria), che una volta trasportavano merci sulla Via della Seta.
Questo sarebbe uno dei posti che vorrei veramente vedere con un bel cielo azzurro… ma siccome si trova esattamente nella direzione opposta a quella del nostro viaggio, mi sa che dovrò rimandare.
Il Clima a Settembre (Ovvero: Cosa Mettere in Valigia)
Settembre è uno dei mesi migliori per visitare Leh. Non è il picco turistico di luglio-agosto, ma il clima è ancora ottimo:
Temperature diurne: 15-20°C (con sole e cielo terso) Temperature notturne: 5-10°C (può scendere anche di più)
Il monsone indiano si ferma ai piedi dell’Himalaya, quindi le piogge sono rare. Ma attenzione: siamo in montagna, il tempo può cambiare velocemente.
Cosa Portare:
Abbigliamento a strati (la regola aurea della montagna):
- T-shirt per il giorno (sì, a 4.000 metri di giorno dicono che si possa stare in maglietta)
- Giacca a vento
- Piumino per la sera/notte
- Pantaloni lunghi (e corti)
- Scarpe comode da trekking (ovviamente con le infradito in valigia, per quando saremo in Rajasthan)
Useremo la mia APP per la lista delle cosa da mettere in valigia
Accessori essenziali:
- Occhiali da sole (il sole a questa altitudine è brutale)
- Crema solare alta protezione
- Burro cacao (le labbra si screpolano in un attimo)
- Cappello
- Borraccia termica
Farmaci e altro:
- Farmaci per il mal di montagna (Diamox/acetazolamide, dopo consulto medico)
- Antibiotici a largo spettro
- Antidiarroici (siamo sempre in India)
- Vitamine e integratori
- Disinfettante mani
- Salviette umidificate (non sempre c’è acqua corrente)
Altre Info Pratiche (Per Non Farsi Trovare Impreparati)
Visto e Permessi
Per l’India serve il visto, richiedibile online.
Ma attenzione: per alcune zone del Ladakh servono permessi speciali:
- Valle di Nubra
- Lago Pangong
- Tso Moriri
Solitamente li organizza l’agenzia o l’hotel, ma informatevi prima.
Denaro
La valuta è la rupia indiana.
Problema: A quanto ho lettoi, a Leh i bancomat a volte NON funzionano. Occorre portare contanti (Euro vanno bene, si cambiano lì), ma se possibile li cambieremo a Delhi in città – avremo qualche ora, vedremo se uscire dall’aeroporto (NON cambiate in aeroporto, tasso sfavorevole) è meglio.
Alcune strutture accettano carte di credito, ma meglio non farci affidamento e, inoltre, con una tassa del 3%.
Internet e Telefono
A Leh c’è connessione, ma preparatevi a velocità degne dell’era del 56k.. chissà se risentiremo quel sibilo del modem… Nei monasteri e nelle valli remote… beh, la solita preghierina a Ganesha.
Ma forse è un bene. Ci sono posti dove serve disconnettersi davvero. Travel old style!
Cosa Mangiare
Specialità locali:
Ovviamente si tratta di una ricerca che ho fatto, non di esperienze dirette:
- Tè al latte di yak (ovunque, sempre, a tutte le ore) se è come quello al latte di bufala che ho bevuto in Gujarat, è come baciare una mucca… e quando dico baciare intendo alla francese…
- Ginger-lemon-honey tea (la bevanda che aiuta con l’altitudine)
- Tsampa (farina d’orzo con latte di yak e yogurt)
- Thukpa (zuppa con noodles, perfetta per le serate fredde)
- Momos (ravioli tibetani, sempre una buona idea)
E poi c’è cucina indiana, cinese, italiana (più o meno). A Leh si mangia sorprendentemente bene dicono, vi sapremo dire.
Dove Dormire
Leh offre di tutto: hotel, guesthouse, campi tendati, homestay.
I prezzi variano, ma in generale è più accessibile di molte destinazioni turistiche. E la gente del Ladakh è incredibilmente accogliente.
Le Nostre Aspettative (Realistiche)
Dopo tutto questo studio, dopo lo spavento del volo cancellato, dopo mesi di pianificazione… cosa ci aspettiamo davvero da Leh?
- Paesaggi mozzafiato (letteralmente mozzafiato, per l’altitudine)
- Spiritualità e cultura tibetana
- Monasteri ovunque
- Mal di testa il primo giorno: Probabilmente
- Valter che si lamenta dell’altitudine: forse più io che lui
- Io che faccio finta di stare bene mentre penso “perché abbiamo scelto di venire quassù?”
Ma sappiamo anche che Leh sarà l’inizio di un viaggio incredibile.
È il punto di partenza per il nostro itinerario in tuk-tuk dall’Himalaya al Rajasthan. È dove inizieremo davvero l’avventura, dopo aver superato l’acclimatamento e aver decorato il tuk-tuk (quello sì che è un dilemma esistenziale).
Una Nota Finale (Seria, Per Una Volta)
Leh è un posto straordinario, ma l’altitudine non è uno scherzo.
Se state organizzando un viaggio qui:
- Informatevi bene sul mal di montagna
- Prendetevi tempo per acclimatarvi
- Ascoltate il vostro corpo
- Non abbiate paura di chiedere aiuto se non vi sentite bene
Meglio rimandare di un giorno.
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Non puoi forzare il respiro della montagna. Puoi solo imparare a respirare con essa
Tre giorni di riposo sembrano tanti quando sei pieno di energia e voglia di esplorare. Ma l’altitudine a Leh non tratta nessuno diversamente — né i turisti più allenati né gli italiani con il tuk-tuk. Il corpo ha i suoi tempi. Noi li rispetteremo.
Forse.
(Se nel frattempo non ci cancellano di nuovo il volo, ma a questo punto ho imparato: aspetto e lascio che le cose seguano il loro corso… con un piccolo groppo nello stomaco)
Ci vediamo a Leh il 30 agosto!
Max & Valter
P.S. – Valter ancora non sa che gli farò portare i farmaci per il mal di montagna che sicuramente Sabrina mi obbligherà a comprare.
P.P.S. – Se qualcuno di voi ha consigli pratici su Leh o ha avuto esperienze con l’altitudine, scriveteci! Ogni dritta è ben accetta (soprattutto quelle che iniziano con “non fate come me che…”).
