HomePreparativiTuk-tuk challenge: mille modi per guidare un tuk-tuk.

Tuk-tuk challenge: mille modi per guidare un tuk-tuk.

Esiste un modo elegante per avvicinarsi al tuk-tuk. Ordinato, quasi sportivo, con tanto di casco e circuito omologato.

Il 1° marzo 2026, al Chang International Circuit di Buriram, in Thailandia, ventidue piloti della classe regina del MotoGP — Márquez, Bagnaia, Quartararo, Martín e compagnia bella — hanno sostituito la tradizionale parata piloti con qualcosa di molto più interessante: una gara in tuk-tuk. Quello che tutti hanno già chiamato il tuk-tuk challenge 2026 Tutti in griglia, tutti su tre ruote, tutti con quella faccia da “non so bene cosa sto facendo ma ci sto dentro al cento per cento”.

Toprak Razgatlıoğlu e Jack Miller hanno vinto. Con un wheelie. Su un tuk-tuk. Sul rettilineo di un circuito MotoGP. Se non avete visto il video, guardatelo adesso — è in fondo all’articolo.

Quello che colpisce non è tanto la gara in sé, ma l’atmosfera. Campioni del mondo che non si prendono sul serio, che ridono, che spingono il tre ruote come se fosse l’ultima curva di Barcellona. Gioia pura, contagiosa, un po’ assurda.

Bello. Noi, invece, abbiamo pensato bene di fare diversamente.

Niente circuito. Niente asfalto garantito. Niente meccanici a bordopista.

In fondo, potevamo cominciare da Buriram. Due giri di pista, selfie sul podio, dove saremmo arrivati sicuramente sul gradino più alto e arrivederci. Un approccio ragionevole al mondo del tuk-tuk.

Invece no.

C’è però una seconda lettura, quella che preferiamo: il Tuk-Tuk Challenge di Buriram non è il punto di partenza. È la nostra naturale evoluzione. Torneremo dal Rajasthan con duemila chilometri di Himalaya nelle ossa, avremo imparato a curvare senza ribaltarci, attraversato guadi e frane, e a quel punto un circuito regolare sembrerà quasi rilassante. Quasi.

Nel frattempo, guardate i campioni del mondo fare quello che noi faremo — in versione molto meno glamour — tra qualche mese.

Dimenticavo.. la parte interessante comincia dal 15mo minuto

Ci rivediamo sull’Himalaya. Con meno tifo sugli spalti, ma probabilmente più yak.

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Fonti: MotoGP.com, Crash.net, Thai Rath, Nation Thailand, RideApart


Max
Maxhttp://2dicorsa.it
Appassionato di fotografie, di storia e di culture orientali. Colleziona statue di Ganesha e dispensa perle di saggezza taoista dando voce a Kung Fu Panda. Viaggia per soddisfare la sua innata curiosità. Ama il caldo e stare all'aria aperta, scoprire luoghi nuovi, conoscere persone ed abitudini, osservare la Natura. Ha una sfida con se' stesso: assaggiare i cibi più strani in circolazione.

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